Perché una persona con la Tourette riesce a trattenere i tic solo a volte?

Uno dei più grandi equivoci sulla sindrome di Tourette riguarda il controllo dei tic. Quando una persona riesce a trattenerli per un’ora, durante una lezione, al lavoro o in una situazione sociale, chi osserva può pensare che potrebbe farlo sempre. Ma non è così.
In questo episodio parliamo di cosa significa davvero sopprimere un tic, di quanto questa capacità possa cambiare da persona a persona e di quanto possa essere faticoso mantenere il controllo anche quando dall’esterno sembra non stia succedendo nulla.
Molte persone con Tourette avvertono una sensazione premonitrice prima del tic: una pressione, una tensione, un fastidio o la percezione che qualcosa non sia “a posto” finché il movimento o il suono non vengono eseguiti. Trattenere il tic, quindi, non significa farlo sparire, ma convivere temporaneamente con quella sensazione mentre si continua a parlare, lavorare, studiare o interagire con gli altri.
Affrontiamo anche un altro fenomeno molto comune: i tic che sembrano quasi assenti a scuola o al lavoro e diventano più visibili appena si torna a casa. Non è necessariamente un “effetto rimbalzo”. Spesso casa è semplicemente il luogo in cui la persona si sente abbastanza sicura da smettere di controllarsi.
Parliamo inoltre del ruolo della stanchezza, dello stress, della concentrazione e delle attività coinvolgenti, che possono modificare l’intensità o la visibilità dei tic senza trasformarsi in un vero interruttore.
Infine, vediamo perché chiedere continuamente a una persona con Tourette di stare ferma o di controllarsi può aumentare pressione, imbarazzo e fatica. La capacità di trattenere un tic non dimostra che la Tourette sia volontaria. Mostra soltanto che, in quel momento, la persona sta facendo uno sforzo che dall’esterno spesso non si vede.
